, Vorrei donarti i miei pensieri spargerli tra le pieghe della tua mente perchè tu possa accarezzarli con la tenerezza del tuo sorriso. Vorrei regalarti i miei sguardi fino all’ultimo sbattere di ciglia perchè tu possa conservarli nel tesoro profondo dei tuoi occhi. Se solo potessi ti darei ogni battito del mio cuore perchè tu possa farne musica per i tuoi giorni più tristi. Vorrei poterti dare i miei sogni adagiarli all’ombra dei tuoi ricordi perchè tu possa cullarti alla forza intensa delle mie passioni. Ti darei l’anima e con essa ogni parte di me perchè tu possa perderti nell’emozione infinita di un incanto. .

Postato da LORY

sabato 12 maggio 2007


Il lampo arrivò improvviso ed accecante, la sua luce irruppe nella grande apertura della caverna; Indy, intenta a lavorare con i suoi alambicchi, si voltò appena, uno sguardo veloce intorno per vedere il riflesso della luce sui suoi vetri colmi di pozioni e tornò ad immergersi nelle sue opere. "Chissà chi mi porterà questa volta!"
Il lampo non entrava spesso nella sua vita e ogni volta portava qualcuno, lei lo sapeva e, come sempre, aspettava.
Le pareti di roccia, appena illuminate dalle tante candele, formavano ombre e luci che si mischiavano con i riflessi proiettati dai vasi e dalle bottiglie in vetro che pendevano dal soffitto, appesi a fili sottili e trasparenti. Indy si muoveva leggera e sicura tra i lunghi tavoli, armeggiando con il vapore delle sue pozioni; ad un tratto si fermò di colpo, un brivido la pervase correndo lungo la schiena fino alle caviglie, soffiò in alto per scostare i capelli dagli occhi e senza voltarsi disse:
"Cosa ti porta in questo angolo di universo?".
Sull’apertura della caverna una figura con i contorni appena illuminati dai tanti piccoli lampi che il temporale regalava disse:
"Ho fatto qualche rumore? Come hai fatto a sentirmi?"
"Non sei tu ad aver fatto rumore, è la tua anima che sta discutendo animatamente con i tuoi pensieri; se non ci fosse il temporale li avrei sentiti fin da quando eri in fondo alla valle. Cosa ti porta in questo angolo di universo?"
"Sono in viaggio da quando mia madre accettò il dolore in cambio della mia vita, sto cercando una sola direzione che possa unire il cuore, la mente e l’anima in un solo viaggio"
"Perché li cerchi qui?"
"Non li cerco qui, sono entrato per ripararmi, non sapevo che ci fosse qualcuno"; nel dire questo, l’uomo cominciò ad avvicinarsi facendo attenzione a non urtare nulla.
Indy, sempre di spalle, alzò appena gli occhi per osservarlo dal grande specchio macchiato dal tempo, appeso proprio sopra un’apertura in fondo alla caverna. Tra le tante candele riflesse, quella figura: un grande mantello nero con un cappuccio a punta. L’uomo lo abbassò lentamente, non si era accorto che Indy lo stava osservando. La luce delle candele mostrava le ombre di un volto scavato, circondato da lunghi capelli che scendevano bagnati sulle spalle. L’uomo diede un forte colpo di collo per asciugarli un po’, le tante gocce si propagarono tutto intorno.
Indy si girò di scatto prese un vaso e cercò velocemente di raccoglierne qualcuna, poi lo chiuse con cura e lo appoggiò delicatamente su uno scaffale a continuare una lunga fila di vasi tutti uguali, poi si avvicinò al fuoco, prese un carboncino spento e scrisse sul bordo dello scaffale: 101.
"Hai detto che sei in viaggio da sempre, raccontami!"
"Piccoli alberi del mattino che crescevano con me, hanno fatto ombra alle mie torride giornate estive, ruscelli che sembravano indicare la direzione mi hanno dissetato, foglie dalla grande bocca si lasciavano mangiare e poi loro… gli spiriti dei boschi…con cui scambiare parole per non sentirmi solo; a tutti, prima di prendere quanto avevano da darmi, ho chiesto un’indicazione per trovare il sentiero unico e tutti mi dicevano sempre di essere ancora troppo lontano. Sono entrato per chiedere alle pareti della caverna ed ho trovato te".
Indy tolse gli occhi dallo specchio, si girò lentamente fino ad incrociare lo sguardo dell’uomo.
"Come ti chiami?"
"Tonino"
nel pronunciare il suo nome Tonino fissò gli occhi di Indy, appena un istante, perché lei tolse immediatamente lo sguardo.
"No, guarda il mio naso, non i miei occhi"
"Perché il tuo naso?"
"Perché se osservi il mio naso io posso comunque guardarti negli occhi mentre tu non puoi ancora farlo"
"Perché no?"
"Questo forse te lo dirò, per ora si fa come dico io."
Le sue parole erano dure, ma Tonino sentiva un irrefrenabile trasporto.
"Hai fame?"
"Sì"
"Stasera mangerai con me… profumo di quercia per rafforzare l’appetito, vapori di spezie per saziarti, alito di vento per purificare la mente."
Tonino la guardava stupito ma non disse nulla, Indy si voltò e gli indicò un tavolo dove sedersi, poi si avvicinò ad una parete, allungò le braccia e fece per sollevare qualcosa, ma la sua presa era vuota; con il nulla tra le mani si avvicinò al tavolo, appoggiò le cose e si sedette di fronte a lui, allungò leggermente i piedi fino a toccare la punta dei suoi ed iniziò a riempire il piatto di Tonino che la osservava in silenzio.
Indy chiuse gli occhi e cominciò a deglutire, Tonino la osservava rapito dai suoi gesti, le mani di Indy si muovevano lente formando ampi cerchi nell’aria, scendevano fin sopra il piatto per poi risalire sopra i capelli.
"Tu non mangi?" disse Indy tenendo sempre gli occhi chiusi.
Tonino non rispose ed iniziò a fare gli stessi gesti.
Indy accennò un sorriso e continuò il suo pasto, i suoi movimenti si facevano sempre più lenti fino a quando si fermarono del tutto.
"Stanotte dormirai qui!"
Si alzò e si diresse verso la buia apertura sotto il grande specchio.
"Coraggio, vienimi dietro."
Tonino si avviò dietro di lei, la osservava camminare nella sua larga veste marrone, il suo incedere era leggero, sembrava che i suoi piedi non toccassero il pavimento.
Appena attraversata quell’apertura, una luce azzurra cominciò lentamente ad illuminare le pareti, sempre più luminosa, lui la seguiva senza togliere gli occhi dalla veste, arrivarono di fronte alla parete di fondo, Indy allungò le braccia, toccò appena la roccia con le sue mani e proprio dal punto del contatto la roccia cominciò a scomparire lasciando il posto ad una luce bianca, la parete scomparve del tutto e la luce mostrò una stanza con un grande letto rotondo al centro. Sopra, come sospeso nel vuoto, un baldacchino che lasciava cadere una soffice tela rosa. Indy si sdraiò allungando lentamente la mano per indicare a Tonino il suo posto.
Lui si sedette sul bordo del letto un po’ impacciato, cercava di evitare lo sguardo di Indy.
"Hai sonno o no?"
"Cammino da stamattina e la notte scorsa ho dormito poco e male su un albero per difendermi dagli animali."
"Allora riposati, coraggio."
Indy si girò dalla parte opposta e mentre fissava la parete di quell’antro, sentì il corpo di Tonino che si adagiava lentamente.
Continuava a sentirlo girarsi nel letto, cercando di farsi piccolo per non toccarla.
"Ti imbarazza dormire con una donna?"
Un attimo di silenzio, poi arrivò la risposta:
"Non ricordo l’ultima volta che ho dormito con una donna." …..
"Cerca di dormire, perché io non sono qui per ricordartelo."
A quelle parole, Tonino si voltò di scatto verso di lei, la fissò per un attimo negli occhi, poi l’abbracciò forte cominciando a baciarla.
Indy, senza dire una parola, infilò una mano tra le due bocche, lo staccò e gli fece cenno di aspettare, poi si mise in ginocchio e sempre senza parlare cominciò a spogliarsi. Nel vederla Tonino fece lo stesso.
Una notte di amore e passione che travolse i sensi, lasciandolo stremato.
Stava lì a fissare il soffitto di roccia, con le braccia aperte quando Indy si girò, allungò le mani sotto il letto e tornò su con 7 noci e 7 sassi.
"Mangia una di queste noci e metti nel sacco le altre insieme a sei di questi sassi."
Tonino scelse i sei sassi e li mise nel suo sacco, poi prese una noce e la mangiò, mettendo le altre con i sassi.
"Perché me li hai dati?"
"Ognuno di questi sassi ti avvicinerà alla tua meta, conservali con cura, perderli sarebbe una sciagura; ma se ti accadrà di perderne uno, mangia una noce e tutto tornerà a posto."
Poi si girò e si addormentò.
Tonino restò per un po’ a fissare il soffitto, poi lentamente si addormentò anche lui.
Un soffio di vento attraversò tutta la caverna svegliandolo, una timida luce entrava dalla lontana apertura, si guardò intorno per cercare Indy ma nulla, né letto, né vasi e alambicchi, né candele, solo una nuda caverna di roccia. Si mise seduto cercando di capire.
"E’ stato un sogno!"
Aprì lo zaino per prendere un pezzo di pane del giorno prima e rimase di stucco quando sentì con la mano le sei noci e i sei sassi.
Tornò a guardarsi intorno, era confuso ed impaurito, raccolse in fretta le sue cose ed uscì dalla caverna.
Il sole stava sorgendo, tutto intorno i rumori del bosco salutavano il nuovo giorno e lui tornò ad immergersi nei suoi pensieri, sperando di trovare il sentiero unico.

scritto da PANTERA NERA
alle 15:34

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Mi chiamo Lory, 45 anni, sono del segno della bilancia, separata ormai da anni,ho un figlio splendido, si chiama Mirko,la mia vita, sono caratterialmente permalosa, ma loquace,amo le cose belle, l'armonia, far ridere, adoro la compagnia, ma non disdegno anche la solitudine.Amo tutto quello che è costruttivo, le persone intelligenti, adoro la musica e il mare.

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odio la cattiveria in ogni sua forma, la violenza sugli anziani e sui bambini, amo gli animali, quindi aborro chi li maltratta, odio la falsità, le bugie, le persone doppie faccie, chi usa gli altri per scopi denigratori, odio in maniera categorica, chi si nasconde, chi non sa lottare per i propri ideali.

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